Jason Lee
Jason Lee è il classico amico un po’ defilato del protagonista (vedi Vanilla Sky) o il nerd che ha fatto i miliardi con qualche soluzione informatica geniale - un ruolo molto calato nell’immaginario contemporaneo, e abbastanza poco nella realtà – (vedi il personaggio di Panda Modem in Mumford di Kasdan, ripreso in parte in Clerks II), sebbene rimanga credibile, con barbona e capelloni, anche nel ruolo della rockstar un po’ fulminata senza essere devastata (Quasi famosi).
Alto, magro, dall’aria tenera e un po’ sognatrice, ma al contempo orgogliosa e indipendente, Jason Lee sembra un po’ il ragazzo da sposare che però potrebbe rivelarsi un pazzo scatenato o comunque l’eterno adolescente inaffidabile. Jason ha un passato da sportivo come pattinatore (attualmente è ancora proprietario di una società di pattinaggio) ed esordisce nel cinema di distribuzione internazionale con due film di Kevin Smith, Generazione X e in cerca di Amy, che non hanno il successo di Clerks, uscito l’anno prima, ma che comunque diffondono il nuovo verbo postmoderno-minimalista-fumettaro in giro per il mondo. Già qui Jason interpreta il ruolo dell’amico che fa da spalla al bellone (Ben Affleck) e che, in un caso, testimonia un’omosessualità nemmeno troppo latente.
Forse diventerà più famoso, forse no. Per ora un solo ruolo da protagonista nel mainstream (A guy thing, film di tre anni fa passato in Italia abbastanza inosservato), per il quale l’IMDB dice che ha percepito 3 milioni di dollari.






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