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Vincent d'Onofrio

18/02/2007 | postato da: paolomarocco | Commenti 2


Un personaggio, un film: il soldato “palla di lardo” “brutto come un’opera d’arte contemporanea” di Full Metal Jacket. D’Onofrio è il ciccione, con l’espressione tra il bietolone e il pazzo, inadatto alla vita militare, che a un certo punto tira fuori le mitiche pallottole blindatissime e se le fa schiantare nel cervello seduto su un cesso della caserma.

Grande e grasso ventenne, D’Onofrio diventa con gli anni più asciutto e meno sfigato, piuttosto temibile per la sua stazza e  quegli occhietti feroci. Il cinema non gli riserba mai il ruolo del protagonista, e il pubblico lo riconosce o per il passato kubrickiano o per la serie TV Criminal Intent (Law and Order), dove interpreta un poliziotto un po’ strano ed estremamente arguto, che risolve i casi grazie al suo intuito piuttosto che servendosi dell’evidenza di prove.  Un aspetto questo abbastanza curioso, dato che D’Onofrio al cinema non si mai scollato del tutto il personaggio che lo ha reso noto nel film di Kubrick, e tende spesso a rivestire i panni del criminale o del pazzo scatenato, o comunque di qualcuno con gravi problemi sociali. Forse soltanto negli ultimi tempi, come nel caso di Ti odio…ti lascio…ti, dove recita il ruolo del fratello saggio e imprenditore di Vince Vaughn, D’Onofrio è diventato mansueto e buono.

Nelle interpretazioni precedenti, lo ricordiamo in The Cell, magnifico, nei panni del serial killer masochista che si appende a una macchina di tortura con degli anelli agganciati alla schiena, ed entra in una realtà virtuale simulata da una macchina della mente, travestito con abiti esotico-surreali molto coreografici. Oppure in The Salton Sea, criminale cocainomane senza naso che vive in mezzo al deserto e vuole torturare Val Kilmer,  o ancora in Men in black, dove è il contadino che viene posseduto dall’insettone alieno, e ovviamente vuole impossessarsi del pianeta, mentre in Il 13.mo piano, è un programmatore biondo-oro piuttosto folle inventore di un sw che proietta in altri spazi, e in The Newton Boys recita ancora una volta, manco a dirlo, il ruolo del malvivente.

Ha una figlia, quindicenne, avuta dalla partner Greta Scacchi: la ragazza è abbastanza grossa e ha preso più dal padre che dalla madre.


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