Philip Seymour Hoffman

Nel sito dei suoi fan, http://www.philipseymourhoffman.net/, lo vediamo con la sua bella facciona molle carica di lentiggini e i capelli arancioni, con un’espressione da bonaccione giovialone, che potrebbe virare da un momento all’altro verso una neutralità un po’ ebete, oppure molto peggio..verso la pazzia criminale del cattivo di Mission Impossible 3 (2006). Anche Hoffman, come Peter Stormare e Giovanni Ribisi, ha uno spettro di interpretazioni molto vasto, tendente comunque a ruoli un po’ particolari, buffi e spesso perdenti.

La filmografia di Hoffman degli ultimi 20 anni - l’attore ne ha quaranta - è veramente ricca di ruoli da grande caratterista, che ogni volta rimangono impressi: il segaiolo taciturno di Happyness (1998), il segretario isterico tuttofare del dottor Lebowsky in Il grande Lebowsky (1998), l’infermiere ligio al dovere di Magnolia (1999), il redattore rock fulminato e disilluso in Quasi Famosi (2001) e molti altri Film.
Hoffman inizia con la televisione (Law & Order – I due volti della giustizia) ma il primo ruolo in cui si fa notare è Shent of a woman -Profumo di donna (1992), il remake del film di Risi con Al Pacino: Hoffman interpreta il ruolo di uno dei compagni di college del giovane attendente del colonnello, nevrotico, dispettoso e antipatico, fa di tutto per mettersi in luce. Negli anni successivi saranno due registi che lo consacreranno a character star: Paul Thomas Anderson e Antony Minghella. Con il primo interpreta ben quattro film Sydney1996) dove fa il giocatore d’azzardo, Boogy Night (1997) dove è un personaggio ossessivo e frocissimo innamorato di Mark Whalberg, quindi Magnolia e Ubriaco d’amore (2003). In quest’ultimo film Hoffman ha un perfetto ruolo delirante che Anderson gli appiccica addosso: una sorta di manager di un agenzia di telefoni-porno, che a un certo punto litiga con il protagonista Adam Saddler: il corpo a corpo tra i due è una bellissima scena in cui emergono aggressività insieme a senso comico della vita. (
Nella 25.a ora di Spike Lee (2002), film diventato abbastanza cult, Hoffman fa lo sfigato secchione, amico del liceo, messo un po’ da parte dal confronto tra i fighetti Ed Norton e Barry Pepper.

Il nostro ha fatto due interpretazioni da protagonista nel mainstream hollywoodiano. Nella prima, (Flawless, 1999: un curioso film di Joel Schumacker, di scarso successo commerciale) interpreta una drag-queen molliccia e inquietante, da cui un Robert De Niro, ex poliziotto uscito malconcio da un incidente, va a lezione di canto. L’idea di mettere a confronto i due attori, in due ruoli così di contrasto, era sicuramente ottima, ma il film si risolve in situazioni noiose e poco efficaci.
Nel secondo invece Hoffman si riscatta, ottenendo la copertina delle riviste e finalmente il successo internazionale, vincendo l’Oscar, il Golden Globe e numerosi altri premi per l’interpretazione di Truman Capote in Capote (2005) di Bennet Miller: il film in pratica si sostiene tutto sulla figura di Hoffman, delicato snob ed effeminato. Interpretazione molto fedele e immedesimata delle nevrosi e dei tic dello scrittore di A sangue Freddo.






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