John Turturro

Anche se Turturro è qualcosa di più di un caratterista (ha diretto tre film ed è stato protagonista di diversi altri), certe sue interpretazioni lo stampano nella mente come un personaggio particolare e capace di arricchire la scena con colori nuovi, virtù propria di un ottimo character. Ad esempio in Il grande Lebowski (1998) dove, con una tutina violetta attillata, interpreta i panni dell’invincibile Jesus, morboso e vizioso campione di bowling che strapazza compiaciuto il trio capitanato da Jeff Bridges. Oppure in Secret Windows (2004), dove interpreta un inquietante personaggio, a metà tra il predicatore e il folle vicino di casa piantagrane, che diventa l’incubo dello scrittore Johnny Depp, apparendogli nelle circostanze più inconsuete, nel suo cottage isolato di montagna.
Alto, col naso un po’ storto (Irene Bignardi a una Mostra del Cinema di fine anni ottanta, lo confronterà al divo nascente e mai consacrato Rob Lowe: tanto bello quest’ultimo quanto brutto l’altro), un fisico magro ma possente al contempo (che però non sfrutta mai), la faccia un po’ allucinata accompagnato da un tipico ghigno che lo caratterizza, Turturro è abbastanza multiforme, anche se i ruoli più soliti sono quelli del matto, dell’eversivo o dell’impiegato di polizia ligio al dovere fino alla mania. In breve, qualcuno che mostra sempre evidenti difficoltà in una interazione normale col mondo esterno.

Il nostro esordisce in teatro, e si mette subito in luce off-Broadway vincendo un premio locale. Il cinema si accorge di lui e gli concede inizialmente ruoli minori: in uno di questi però, (Il colore dei soldi, 1986) si fa subito vedere in mezzo ai giocatori di biliardo dove si allena Tom Cruise (in mezzo c’è anche un altro grande caratteristica che diventerà famoso: Forrest Whitaker). Ma già l’anno precedente, nell’ottimo film di William Friedkin (Vivere e morire a L.A., 1985) Turturro era un piccolo criminale un po’ vigliacco e facilmente irritabile, che brontolava e gesticolava, facendo intuire la sua naturale predisposizione al set.
La prima parte significativa la ottiene nel film che farà diventare famoso Spike Lee: Fai la cosa giusta, 1989, dove Turturro interpreta la parte di un pizzaiolo italiano, figlio di Danny Ayello, cocciuto e determinato. A cavallo degli anni novanta diventa il personaggio dei fratelli Coen (Crocevia della Morte, 1990) e (Barton Fink, 1991): nel secondo è protagonista e vince la Palma d’oro a Cannes, come miglior attore. Il personaggio Barton Fink sembra scritto accuratamente per Turturro: affiancato a un altro grande caratterista (l’enorme ed estroverso John Goodman), Turturro è lo scrittore in crisi, tutto chiuso nei labirinti sudati e intricati della sua mente, che vive ore d’angoscia in un albergo claustrofobico e minaccioso. Con i Coen girerà ancora Fratello dove sei? (2000), curiosa e surreale rivisitazione dell’Odissea, dove Turturro fa un po’ da spalla a Clooney.
Turturro girerà in tutto ben sette film con Spike Lee, dopo Fai la cosa giusta: Mo’ Better Blues (1992) , Jungle Fever (1991), Clockers (1995) Girl 6, sesso in linea (1996), The Hot Game (1998), Lei mi odia (2004), in parti però sempre di contorno.

Abbastanza inconsueti per lui i ruoli in 13 variazioni sul tema (2002), dove interpreta un razionale e distaccato professore di matematica, e nel film di Rosi su Primo Levi (La Tregua, 1996), dove interpreta appunto lo scrittore torinese in fuga dagli orrori di Auschwitz.
Turturro è uno quegli attori americani che ogni tanto dirige e produce un film, dove recita preferibilmente il ruolo del protagonista. Con la sua prima opera da regista, Mac, ha vinto a Cannes la Caméra d’or. In tutto ha diretto tre film: Mac (1992), Illuminata (1996) e Romance and Cigarettes (2005).

Dietro la macchina da presa, Turturro non cela una vena autoriale, un po’ ingenua ma ben confezionata (Mac per esempio risente molto degli influssi scorsesiani), in particolare sa dirigere bene gli attori e l’ottimo cast, su cui conta ogni volta. I suoi film amano l’ambientazione operaista (il padre di Turturro era un carpentiere, e al padre John dedica proprio Mac) o artistica. E’ buffo che in Illuminata, Turturro si prenda una rivincita rispetto ai suoi ruoli classici, non proprio da seduttore: nel film è desiderato da tutte, in una maniera assolutamente delirante e fantascientifica.
John e’ fratello di Nicholas Turturro, attore minore ma comunque nel circuito, e cugino di Aida, nota come sorella di Gandolfini in i Soprano’s.






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