Geoffrey Rush (aggiornamento)

Negli ultimi tempi Rush ha iniziato a ricoprire ruoli un tempo inconsueti per lui, quelli del capo dello spionaggio (Munich, 2005) in versione moderna, e antica (Elisabeth, The golden Age, 2007). Ovviamente Rush non è un uomo d’azione, quindi non lo vediamo nei panni del militare energico e operativo, ma in quello puramente di intelligence. Infatti, Rush è semmai un signore all’apparenza tranquillo e borghese, con il sorrisetto irridente e furbastro, che sotto sotto organizza intrighi e coltellate alle spalle.
Nel film sulla regina d’Inghilterra interpreta il fedele Sir Francis Walsingham, che viene considerato l’inventore dell’intelligence contemporanea, e colui che aveva organizzato le intercettazioni della corrispondenza tra Maria Stuart e i cattolici inglesi complottisti. Per altro – e nel film non si vede, peccato – i messaggi tra Maria e i cospiratori erano cifrati, e, quando venivano scoperti, risultavano incomprensibili agli inglesi, finche gli uomini di Walsingham non scoprirono la chiave, ossia la tabella di decodifica tra le lettere e le sillabe in chiaro e quelle crittografate, dopodiché le prove divennero lampanti, come l’inchiostro simpatico una volta scaldato. E Maria ci rimise la testa.






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